Le origini di Muggia raccontate dal suo Castelliere

Le origini più antiche di Muggia sono testimoniate dal castelliere di Elleri, un sito archeologico di grande importanza, situato sulla cima del Monte Castellier, luogo in cui i primi insediamenti hanno avuto luogo. Grazie agli scavi condotti tra anni ’80 e ’90 l’aspetto originario del sito è stato ricostruito, ma in realtà si conosce solo una parte limitata di quello che doveva essere l’abitato. Si stima, infatti, che sia stato scavato solo il 6% della superficie complessiva del sito.

La vita ad Elleri

La vita al castelliere si può suddividere in tre periodi che hanno lasciato tracce murarie:

  1. La prima fase: età del bronzo (XVII-XVI secoli a.C.),
  2. La seconda fase: tra la fine dell’età del bronzo e la prima età del ferro (XII- VI secoli a.c.),
  3. La terza fase: epoca romana (II secolo a.C. – IV secolo d.C.).

Pochi frammenti ceramici lasciano inoltre supporre che il sito fosse frequentato in modo saltuario anche durante la fase medioevale (VI-X secolo d.C.), forse da pastori di passaggio, ma non venne costruita nessuna nuova struttura.

I muri ora visibili sono perlopiù quelli romani, che, essendo stati costruiti per ultimi, andavano a sovrapporsi a quelli precedenti. I muri romani erano inoltre gli unici ad essere costruiti con malta e leganti, mentre quelli protostorici erano realizzati a secco e quindi sono più facilmente andati persi.

La costruzione di un castelliere

La tecnica di costruzione diffusa per i castellieri era quella dei muri a sacco, con due pareti esterne realizzate con blocchi di grandi dimensioni, il cui interno era riempito con terra e pietre di minori dimensioni. L’organizzazione degli spazi interni alla cinta del castelliere non è molto chiara nelle prime due fasi, ma sicuramente dovevano trovarvi spazio all’interno le abitazioni e alcuni ricoveri per gli animali. Nella fase romana sarebbe stata invece individuata anche un’area chiusa adibita a scopi di culto, come dimostrerebbero i testi delle due incisioni e la successiva stele dedicata al dio Mitra qui rinvenute.

I fattori ambientali che facilitarono la vita al castelliere

Il castelliere fu abitato per quasi 2000 anni ed esistono numerosi fattori ambientali che hanno favorito questa lunga vita, tra questi ad esempio:

  • la presenza di arenaria in loco,
  • il laghetto di acqua dolce sulla cima dell’altura,
  • l’abbondanza di aree di pascolo e di terreni coltivabili sui pendii circostanti il sito,
  • la possibilità di controllare lo sbocco al mare, la valle del rio Ospo e il torrente Rosandra e dall’altro lato osservare tutto l’entroterra,
  • la vicinanza al mare per una prima forma di sfruttamento del sale.

Il Museo Archeologico di Muggia

I materiali rinvenuti nel sito di Elleri sono conservati nel Civico Museo Archeologico di Muggia, e includono una ricca collezione di ceramiche protostoriche tipiche dei castellieri ed alcuni frammenti che rimandano ad aree di cultura greca.

Al I secolo a.C. sono datate le due iscrizioni rinvenute nell’area probabilmente adibita al culto: quella più leggibile è stata interpretata proprio come una lex sacra, utile a regolamentare i rapporti di un’area dedicata al culto con la comunità romana più vicina. Sulla stessa iscrizione compare anche il nome di Fersimo, molto probabilmente una divinità collegata ad un culto delle acque di origine venetica.

Nelle vicinanze è stata rinvenuta anche la stele dedicata al dio Mitra: su di un lato è raffigurata la scena in cui viene ucciso il toro, e sull’altro una scena del banchetto rituale. La stele è datata al II secolo d.C. e trova paragoni solo con un’altra anch’essa decorata su entrambe i lati trovata nelle vicinanze di Sarajevo.

La valorizzazione del sito archeologico

Il progetto di riqualificazione ha puntato alla valorizzazione del Castelliere di Elleri, attraverso un ampliamento dell’area archeologica includendo anche la necropoli di S. Barbara. Scavi stratigrafici archeologici sono stati  compiuti presso il vallo, fino alla messa in luce dell’originario varco d’accesso al pianoro sommitale dove aveva sede il Castelliere protostorico, un sito abitativo, cinto da un muro fortificato con funzione difensiva.

Dei resti murari, risalenti, in parte, al 1600 a.C. circa, caratterizzati dall’uso della pietra arenaria, è stato realizzato un accurato restauro conservativo. Sono stati effettuati, inoltre, studi dei reperti ceramici e di quelli faunistici, uno studio palinologico ed archeobotanico ed alcune datazioni al radiocarbonio su fauna e carboni per la verifica delle datazioni.

Per favorire le visite al sito archeologico è stato creato un tracciato ad anello, appositamente studiato per rendere possibile la comprensione dell’effettiva consistenza della potente opera difensiva. Diversi pannelli didattici plurilingue sono stati collocati in precisi luoghi di sosta, quali postazioni prospettiche e punti di osservazione pilotati al fine di consentire la miglior esperienza possibile ai numerosi visitatori del sito.