Da Trieste a Parenzo in bicicletta in tre tappe

La Parenzana è una via molto conosciuta che ricalca l’ex percorso ferroviario del trenino a scartamento ridotto e va da Trieste a Parenzo. Si tratta di una via oggi fruibile dalla foce del rio Ospo, a circa 2 km da Muggia, fino al capolinea del treno, a poche centinaia di metri dal centro storico di Parenzo, in Slovenia.

A cavallo dei confini tra Italia, Slovenia e Croazia, è possibile attraversare una regione unica, tra colline, boschi e antichi borghi all’interno dell’Istria fino a raggiungere Parenzo e il mare. Il percorso si può svolgere in tre tappe e complessivamente si sviluppa su 132 Km di lunghezza. Le soste consentono di entrare in contatto con le comunità locali, che, ospitandoci, ci trasmettono i ricordi di una storia travagliata e i sapori unici di queste terre: una miscela di tradizioni mediterranee e orientali.

Prima tappa: Muggia – Sicciole

La pista ciclabile risale il rio Opso per entrare tra le case della frazione di Rabuiese e, dopo un breve tratto di salita, il percorso ritrova il sedime della vecchia ferrovia. Passato il confine con la Slovenia, continuando in leggera salita si giunge a Scoffie. Si prosegue per poco nell’abitato per poi percorrere un tratto nel bosco che scende dolcemente verso Decani dove troviamo la piccola stazione ottimamente conservata.
Campagne e vigneti accompagnano il pedalare e ci restituiscono i profumi e i colori dell’Istria più genuina, intercalati a tratti più urbanizzati. Affascinante la parte attraverso la Riserva nazionale della Val Stagnon, un biotipo salmastro-paludoso. Si arriva poi a Capodistria e si continua sulla costa fino ad arrivare alla cittadina di Isola d’Istria.
Si passa poi tra le campagne istriane verso Saleto per giungere nella valle di Strugnano, verde e rigogliosa, e accompagnata da un dolce sali-scendi. Superato il bivio che porta in paese, ci si infila nella galleria Valeta che attraversando il monte Luzzan, ci porta dritti sopra Portorose.
Scesi nuovamente a livello del mare, passata la marina, si percorre il lungomare che conduce alle saline di Sicciole, prima destinazione del tour.

La Parenzana in bici

Seconda Tappa: Sicciole – Levade

Oltrepassato l’ingresso delle saline, il tracciato corre lungo gli specchi d’acqua salmastra fino alle case del paese per poi tuffarsi nelle campagne prima del confine sloveno-croato. Oltre il confine si percorre la strada bianca che costeggia il canale della Dragogna per poi salire progressivamente fino alla piccola stazione di Salvore, attualmente abbandonata, ma ancora ottimamente conservata. La vista spazia sui campi di sale e il golfo di Pirano tra la macchia mediterranea, il cielo e il mare Adriatico. 
La Parenzana inizia qui a trasformarsi e i tratti si fanno ondulati e il fondo piuttosto mosso. Costeggiando la strada che porta a Salvore e Umago si arriva all’intersezione con l’autostrada. Percorriamo un tratto su carreggiabile per poi ritrovare il percorso originale della ferrovia, che conduce alla frazione di Caldania. Qui il tracciato corre nel bosco e nelle campagne su fondo a tratti pietroso. Buie è vicina, la “vedetta d’Istria”, ci guarda dal suo colle.
Continuiamo verso Grisignana per poi scendere verso la valle del Quieto, si supera Biloslavo e la galleria di Castagna e poi si sale verso Piemonte e si giunge in mezzo al bosco dove un tempo sorgeva la stazione di Portole. Da Portole a Levade il percorso continua a scendere seguendo l’orografia naturale, con ampie curve tra il bosco e radure, in un continuo mutare di paesaggio. Il piccolo paese di Levade aveva la sua stazione, che ora si trova, perfettamente conservata, alla fine del percorso su sterrato che sbuca tra le case e segna l’arrivo della seconda tappa.

Giri in bici da Muggia

Terza Tappa: Montona – Parenzo

La terza tappa, superato il paese di Livade, capitale istriana del tartufo, passa il ponte sul fiume Quieto, un tempo navigabile e arteria di tutta la valle, per arrivare ai piedi del colle di Montona. Qui ritroveremo lo sterrato che salendo dolcemente ci porterà fino alla vecchia stazione omonima in pietra arenaria. 
Diversi punti panoramici lungo il tratto ci regalano splendidi paesaggi sul verde della valle del Quieto e dell’altopiano di Buie sul lato opposto. Il primo sul viadotto Krvar, poi nei pressi della radura dove si trovava la stazione di Raccotole, ora smantellata, e sul viadotto di Sabadin. Ancora pochi chilometri e raggiungeremo Visinada, ricca di ulivi e campi coltivati. Si procede poi nelle campagne di terra rossa su di un tavoliere leggermente inclinato verso il mare. Superata la frazione di Baldassi si rientra tra i boschi di robinie e le campagne fino a raggiungere una delle ultime stazioni storiche, quella di Visignano. Proseguendo raggiungiamo Villanova e la radura nel cui ventre si nascondono le grotte di Baredine, che vale la pena di visitare. Dopo ancora alcuni chilometri tra bosco e strada e con una breve discesa si raggiunge la meta: il capolinea del treno a poche centinaia di metri dal centro storico di Parenzo con il suo affaccio sul mare che ci accoglie alla fine di questa lunga escursione.

Come si può intuire, si tratta di un percorso ricco di dettagli e di variazioni, tra strade, paesi e tanta natura. Per questo le tre tappe indicate possono essere ulteriormente suddivise al fine di godersi meglio le cittadine e la cultura Istriana che si aprono lungo la via. Il percorso può essere fatta in entrambe le direzione e per rientrare all’origine si può usufruire dei treni che trasportano anche le biciclette. 

Per maggiori informazioni sulla Parenzana il sito ufficiale è www.parenzana.it