Una storia centenaria svelata davanti ai vostri occhi

Lo spugnificio Rosenfeld è il più antico spugnificio ancora attivo in Europa e porta avanti una tradizione centenaria di produzione di spugne di ottima qualità. Da oggi è possibile visitare l’azienda per conoscerne i processi ed i prodotti, direttamente da chi li porta avanti con passione da generazione in generazione.

Chi è la famiglia Rosenfeld?

A Trieste, l’apertura dello spugnificio avvenne nel 1896 per opera di Davide Rosenfeld quando la città era sotto l’Impero austro-ungarico. La famiglia, che da quattro generazioni continua a guidare l’azienda, ha fatto della lavorazione della spugna di mare un proprio punto di eccellenza: ne conosce i segreti, le particolarità e le acque dove si trovano i migliori esemplari.

Ancora oggi dopo oltre cent’anni la famiglia si dedica con passione al proprio lavoro, portando le proprie spugne in tutto il mondo e da oggi anche presentando a chi lo desidera le proprie attività attraverso le visite guidate proposte all’interno dei Sabati Muggesani. Puoi leggere di più sulle visite e prenotare QUI l’esperienza.

I metodi di lavorazione

Le spugne Rosenfeld provengono dalle acque del Mediterraneo e dell’Atlantico, vengono sottoposte a lavorazione nello stabilimento triestino ed esportate in tutto il mondo. Il trattamento di lavaggio e depurazione, necessario per togliere le impurità calcaree e organiche della spugna e per portare la spugna al corretto PH, viene eseguito ancora oggi con metodi tradizionali. L’ultima parte del processo, la forbiciatura,  viene poi rigorosamente fatta a mano.

Le spugne Rosenfeld sono richieste in Italia e all’estero soprattutto per il settore della cosmetica e del benessere: case farmaceutiche, produttori di linee cosmetiche, distributori di articoli per bambini. Anche l’industria della ceramica, il settore calzaturiero e i colorifici ne fanno larga richiesta per sviluppare i loro prodotti.

Sforbiciatura spugne

Cos’è una spugna?

Le spugne appartengono al gruppo dei Poriferi e sono animali pluricellulari in cui le singole cellule sono specializzate nello svolgimento di determinate funzioni come ad esempio la costruzione degli elementi dello scheletro, la nutrizione e la riproduzione.

Ecologicamente le spugne sono tipicamente bentoniche (cioè vivono fissate sul fondale), quasi esclusivamente marine (esistono pochissime specie di acqua dolce) e sospensivore ovvero si nutrono filtrando l’acqua e trattenendo l’alimento costituito principalmente da microalghe, batteri e protozoi trasportati al loro interno da un’intricatissima rete di canali. La loro forma è estremamente varia, e ad oggi ne sono state descritte circa 9000 specie: possono avere ridotto spessore ma ampia superficie, essere tubulari simili a tubi cavi oppure a cuscino o a vaso. Anche le loro colorazioni e dimensioni sono molto variabili con colori anche sgargianti (giallo, blu, viola, arancione, rosso…) e misure che vanno da pochi millimetri ad anche un paio di metri di lunghezza.

In base alle caratteristiche degli elementi che costituiscono il loro scheletro, le spugne possono essere  di classe Calcarea, oppure a scheletro siliceo o infine con scheletro prevalentemente formato da un intreccio di collagene organico, organizzato in una struttura di derivazione proteica detta spongina. Sono proprio le peculiarità dello scheletro di queste ultime spugne (Demospongiae) a costituire quelle di interesse commerciale, utilizzate fin dai tempi antichi quali prodotti per l’igiene e la cura della persona.

Tra tradizione e progresso, nel rispetto della natura

Tutte le spugne Rosenfeld sono raccolte da professionisti della pesca nel rispetto della natura e dell’ambiente. Inoltre nell’ottica della sostenibilità ambientale e della salvaguardia della biodiversità marina, lo spugnificio in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università degli Studi di Trieste ed il Cape Eleuthera Institute, porta avanti già dal 2006, progetti di ricerca riguardanti lo studio della biologia e dell’accrescimento di alcune specie di spugne.

La ricerca riguarda la messa a punto di tecniche per la realizzazione di allevamenti estensivi in designate aree marine, nonché, lo studio anche in cattività, delle caratteristiche riproduttive di questi organismi. Le specie interessate alla ricerca sono la mediterranea Spongia officinalis, e le tropicali Spongia pertusa e Spongia tubulifera, i cui allevamenti sperimentali sono localizzati rispettivamente nel Golfo di Trieste e nell’isola di Eleuthera, Bahamas. La realizzazione di colture di questi organismi oltre agli aspetti commerciali avrà benefiche ricadute ambientali grazie alla possibilità di ripopolare l’ambiente.